Legacy

ASSOMELA - Associazione Italiana Produttori di mele, pur assicurando il massimo impegno al fine di garantire la correttezza e la completezza delle informazioni fornite attraverso questo sito Web, non si assume alcuna responsabilità in ordine ad eventuali errori inesattezze ed omissioni.

Di conseguenza ASSOMELA - Associazione Italiana Produttori di mele non si assume la responsabilità per danni di qualsiasi natura che possano eventualmente derivare dall’accesso al suddetto sito web e dall’utilizzo delle informazioni da esso fornite.

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica e viene aggiornato senza periodicità predefinita, esclusivamente sulla base della disponibilità del materiale. Pertanto non è un prodotto editoriale sottoposto alla disciplina di cui all’art. 1, c. III, L. 62/2001.

×

Privacy

Tutti i dati contenuti in questo sito sono trattati ai sensi dell'art.13 del D.Lgs. n° 196/2003 del Codice in materia di protezione dei dati personali.

A coloro che interagiscono con i servizi Web di ASSOMELA - Associazione Italiana Produttori di mele, accessibili per via telematica a partire dall'indirizzo:

http://www.assomela.it

sono invitati a rispettare la legge sul trattamento dei dati.

ASSOMELA - Associazione Italiana Produttori di mele precisa che tutti i dati sono solo per uso consultivo e ASSOMELA - Associazione Italiana Produttori di mele opererà nelle dovute sedi qualora se ne facesse uso illecito o non autorizzato.

×

Credits

Progetto Grafico Creazione Sito

ideazione grafica, progetto coordinato, html, animazioni js, implementazioni php e ottimizzazione per motori di ricerca

MAURO MAZZETTO

www.mauromazzetto.it

×

NEWS

Vendere piu' frutta in Asia si puo': cosa ne pensano gli imprenditori
Lunedì 16 January 2017 2:51 pm     Article Hits:18620     A+ | a-
Corner espositivo nel punto vendita Eatown, Pechino
Corner espositivo nel punto vendita Eatown, Pechino
Cosa ne pensano le aziende italiane del mercato asiatico? Lo abbiamo chiesto ad alcuni di coloro che hanno presenziato a Pechino, la scorsa settimana, nell'ambito della presentazione della fiera Macfrut agli operatori cinesi. 

"Il mercato cinese – ha affermato Massimo Ceradini, esportatore di Verona del Ceradini Group – è un punto di riferimento per il kiwi. Esportiamo prodotto di qualità elevata non solo esteriormente, ma anche in termini di parametri organolettici. E i Cinesi sanno come misurarla! Se il prodotto è di loro gradimento, riconoscono un giusto prezzo. La difficoltà maggiore? Direi la concorrenza fra noi Italiani".

Ceradini spiega che anche in Cina siamo capaci di penalizzarci a vicenda. Forse ci vorrebbe più collaborazione tra esportatori. Altro punto critico è la mancanza di uno standard unico di qualità su questo mercato. 

"Per quanto riguarda la riscossione – aggiunge l'imprenditore – io vendo solo se c'è l'assicurazione sulla compravendita oppure se il compratore paga in anticipo. Ciò non è impossibile quando si ha una buona reputazione. Noi abbiamo sempre cercato, fin dal 2009, di operare nella trasparenza e correttezza e questo ha dato buoni frutti in termini di reputazione".


Da sinistra, Giulia Montanaro, Valentina Giaccherini, Massimo Ceradini, Romina Kamel, Roman Donchenko, Renzo Balestri, fotografati a Pechino al termine della presentazione del Macfrut agli operatori cinesi

Dal kiwi alle mele. Giulia Montanaro, di Assomela, anche durante la presentazione del Macfrut 2017 ai cinesi non ha risparmiato un accenno alla burocrazia che sta impedendo l'esportazione di mele in Cina. "La nostra idea è quella che il dossier che dovrà dare il via libera all'esportazione comprenda anche le pere, oltre che le mele. Però si devono stringere i tempi del dossier ancora in corso, cioè quello degli agrumi italiani" (la Cina, infatti, prende in considerazione un dossier alla volta, NdR).

"Come Assomela, stiamo da tempo pensando alle strategie da adottare non appena si aprirà questo mercato. Non ci faremo trovare impreparati. Abbiamo a disposizione le varietà più gradite dai consumatori asiatici che, in genere, sono attirati dai frutti dolci e croccanti". 

Sono 100 i container di kiwi che Apofruit esporta ogni anno in Oriente. Renzo Balestri, referente commerciale estero di Apofruit, specifica che "nei prossimi anni puntiamo a incrementare le quantità specialmente a marchio Sole Mio". 

"Il mercato cinese chiede calibri medi e forma del frutto allungata. Anche il colore della buccia rientra nei parametri che determinano la qualità. Fra le due tipologie, preferiscono il kiwi a polpa gialla, ma in realtà è il verde quello che ancora la fa da padrone". 

Romina Kamel, dell'ufficio estero Apofruit, sottolinea che "qui in Cina abbiamo visto un supermercato che imita quelli inglesi, segno che c'è una fascia di popolazione con un potere d'acquisto elevato. E in quest'ottica pare che il prodotto italiano sia molto ricercato. Solo che al momento l'Italia può esportare in Cina solo i kiwi".

Altri rappresentanti delle aziende presenti a Pechino erano Valentina Giaccherini de La Trentina, Salvo Laudani di Oranfrizer e Furio Mazzotti di Made in Blu. 

Data di pubblicazione: 16/01/2017
Autore: Cristiano Riciputi
Copyright: www.freshplaza.it